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Il controllo dei prezzi a Torino

Rinnovamento Leghista, 28-06-2005

La città più cara d'Italia. Le teorie dei nostri economisti si dissolvono davanti alle più elementari realtà quotidiane: i cartellini dei prezzi sulle merci delle bancarelle. Per migliaia di famiglie torinesi è ogni giorno più dura. Dove sono finiti gli Organi di controllo che dovevano vigilare sulla stabilità dei prezzi nel passaggio dalla lira al maledetto Euro? Dove sono i Comitati di difesa del consumatore? Proprio nella città più disastrata il costo della vita raggiunge i suoi picchi più alti. Nel settore agroalimentare il Governo ufficializza una catena di intermediari, spesso mafiosi, che si dipana dalla cesta prelevata dalle mani del coltivatore diretto al piatto della bilancia della bancarella. La filiera del pomodoro o della patata dimostra solo che chi si piega sulla zappa è la prima vittima del nostro sistema distributivo e il cittadino, al mercato, la vittima conclusiva. L'industria sparisce e lascia sul lastrico migliaia di lavoratori. Il nostro sistema agricolo, con i prodotti tradizionali sostituiti da ogm globalizzati, subisce una catastrofe. Si abbandonano i campi. Si chiudono gli allevamenti. Tra governo di prima e governo di dopo, tra regione rossa e regione bianca, il teatrino politico continua a recitare sui copioni della UE. Per costoro la percentuale delle prenotazioni estive è altissima,quindi...buone vacanze !!

Giovanni Airola