
L'Europa delle urne
Rinnovamento Leghista,
31-05-2005
Siamo grati alla Francia per il
segnale di democrazia, per il NO che interrompe un programma scritto a tavolino.
E, nello stesso tempo, pieni di vergogna perché, dopo tanti sproloqui sulla
libertà e sul rispetto della volontà popolare, non abbiamo nemmeno previsto,
nella nostra Costituzione, un referendum sulla ratifica dei trattati
internazionali. Pochi possono così decidere sul futuro dell'intera nazione,
sulla fusione in una massa anonima e autoritaria che annulla ogni nostra scelta
e condiziona ogni atto della nostra vita o costringerci ad accogliere paesi di
inconciliabile cultura, variegati di aggressivo e intollerante fondamentalismo,
perché fa comodo a qualche superpotenza. Da noi, e questa è una prova
inconfutabile, la democrazia è ospitata in un alloggio di fortuna, ancora privo
dello stato di legale abitabilità. Il 1° giungo tocca all'Olanda confermare il
recupero della dignità popolare, con un altrettanto netto No e già si sa cosa ne
pensa l'Inghilterra. Se a casa nostra vogliamo parlare di rispetto della volontà
popolare, occorre modificare la norma costituzionale che oggi limita ogni
libertà di scelta del Popolo italiano, senza lasciar cadere sulla testa dei
cittadini, dalle finestre del Palazzo, solo le fresche copie di trattati
internazionali vergati con un inchiostro stantio, che sa di ben altri tempi,
solo apparentemente ripudiati.
Giovanni Airola