
Attentati: poche speranze per il futuro
Rinnovamento Leghista, 29-07-2005
Poche speranze per il futuro: se mai qualcuno ne
avesse ancora, le reazioni conseguenti alla serie di attentati terroristici
islamici servono a cancellarle del tutto. Il Governo, disomogeneo nella sua
struttura, pare succube dell'antigoverno arrogantemente acquattato fra gli
scranni parlamentari; la gente, delegante svogliata, immatura, sempre vilmente
defilata, vegeta come se l'avvenire del Paese riguardasse altri, non il nostro
territorio, non i nostri figli.
Siamo alle fasi conclusive di un servile e tragico ritorno storico che non
sappiamo più né avvertire né tanto meno affrontare. E' la resa senza condizioni
alla cancellazione della nostra identità. Preti cattolici che offrono chiese e
altari e leggii a spietate dottrine; partiti, sindacati e associazioni che
sperano in rientri compensativi da una colossale tratta umana che si illudono di
ingraziarsi e manipolare. La gente rifugge da ogni forma di difesa, si appresta
anzi a mimetizzarsi nelle culture arrogantemente invadenti, cerca di
sopravvivere nel consumismo ancora praticabile, si aliena su spiagge esotiche,
fino a perdere il senso della realtà, ogni rispetto per le tragiche morti e
distruzioni: corre anzi ad occupare i siti degli attentati ancora avvolti
dall'acre fumo di esplosivi e corpi dilaniati, per immortalarsi in una foto
ricordo per un album senza domani.
G. Airola