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60° anniversario del 25 Aprile

Rinnovamento Leghista, 21-04-2005

Non si può, nel sacro recinto del Martinetto, rivivere senza profonda commozione il dramma di un Paese straziato dalla guerra e dalla feroce repressione fascista e non inchinarci alla memoria dei Martiri fucilati nel 1945. Oggi è difficile ricostruire il clima di terrore in cui gli autentici Partigiani si mossero e combatterono. Rivivere il marasma,la tragedia di un popolo tradito dai propri governi, portato alla guerra civile, a trincee contrapposte. Dopo l'8 settembre 43 , per chi era in armi, o dovette indossarle, la scelta di campo fu drammatica: cosciente determinazione, opportunismo, schiaccianti circostanze casuali. Una ingiustizia inaccettabile è negare dignità,amor di Patria, valore del sacrificio a chi diede comunque la vita per il proprio Paese: militari in grigioverde, non in camicia nera, marinai e aviatori sorpresi dagli eventi, non criminali. Affiora finalmente il Giorno della Memoria : enucleiamo nazisti e fascisti, ma anche criminali comunisti collaboratori di Stalin e di Tito. Ricordiamoci dei 350 mila Istriani e Dalmati, Italiani, non fascisti, ancora senza giustizia. Denunciamo le responsabilità globali taciute sull'Olocausto. Con i valori del 25 Aprile affrontiamo l'enigma Europa, la globalizzazione immigratoria, l'annichilimento della libertà, delle identità e dei principi per cui ci siamo straziati.

Giovanni Airola