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COMUNICATI STAMPA "PROGETTO NORD-EST"

5 luglio 2005

PNE vuole dimezzare gli stipendi

POLITICA

“PNE vuole dimezzare gli stipendi”.

Così titolava l’articolo apparso sul Gazzettino dello scorso venerdì, che commentava il fatto definendolo una “proposta choc”.
In questi termini dunque, il gruppo di Progetto Nordest erompe nella seduta straordinaria del consiglio regionale tenutasi giovedì, il tutto formalizzato poi all’ufficio di Presidenza con un progetto di legge e firma dei nostri consiglieri Mariangelo Foggiato e Diego Cancian composto da un solo articolo di appena tre righe, (basta poco per essere chiari ed efficaci) giusto per affermare che “all’ articolo 1 della legge regionale 30 gennaio 1997 n.5 (quella che regola il trattamento indennitario dei consiglieri), si aggiunge il seguente comma: “4. L’ indennità prevista dall’ articolo 1, comma 1, viene ridotta del 50 per cento”.

“Lo avevamo promesso in campagna elettorale e ora siamo qui a onorare il nostro impegno. – spiega Cancian - In un momento in cui le famiglie venete tirano la cinghia e stanno soffrendo per arrivare a fine mese, le istituzioni politiche devono essere in grado di dare l’esempio. E allora noi proponiamo semplicemente che il parametro del 65 per cento dell’indennità del consigliere regionale rispetto a quella del parlamentare venga abbassato al 32,5 per cento”.

“Il nostro è un sasso lanciato nello stagno - gli fa eco Foggiato - il problema non è solo veneto, ma vale per i parlamentari italiani ed europei”.

Il nostro è un primo passo, in tutte le cose ci vuole un inizio. - interviene Ettore Beggiato, esponente di punta del movimento di Giorgio Panto presente alla conferenza stampa a palazzo Ferro Fini - Vogliamo che la nostra proposta sia discussa per tentare di dare una configurazione diversa al modo di fare politica”.
Il costo mensile degli stipendi di consiglieri e assessori regionali è di circa un milione di euro. - precisa ancora Beggiato che si definisce “un portatore sano di partita Iva” - Ma ci sono altri costi e sovraccosti che andremo a controllare: dai viaggi all’estero, alle spese di riscaldamento magari a finestre aperte, agli stipendi dei manager nelle società controllate.

Insomma, una campagna di moralizzazione a tutto campo nella quale i promotori “sperano in proposte di altri gruppi”.

Ma, a proposito, gli altri cosa pensano della proposta? L’articolo prosegue riportando i commenti delle altre forze politiche cominciando da Forza Italia: “Certo che la porterò avanti e sarà discussa. - assicura Raffaele Grazia, presidente della prima commissione consiliare cui spetterà il compito di avviare l’iter - Sarà anche l’occasione per approfondire quel che accade in altri consigli regionali e fare sapere che, con la modifica di legge proposta da PNE, i veneti sarebbero tra i meno pagati d’Italia”.

“Sono d’accordo - precisa Pietrangelo Pettenò di Rifondazione – a patto che siano aumentati i trasferimenti ai gruppi consiliari per la loro attività”.

“Sono assolutamente d’accordo. - concorda anche il leader del centrosinistra Massimo Carraro – Lo stesso Romano Prodi alla fabbrica del programma ha sostenuto che bisogna ridurre i costi della politica, quindi ben venga ogni iniziativa che vada in questo senso”.

“Mi pare una proposta inutilmente provocatoria. - obietta Franco Frigo, capogruppo della Margherita - E’ meglio sterilizzare gli aumenti e rivisitare tutte le indennità”.

“E’ una proposta sicuramente demagogica. – aggiunge Lucio Tiozzo (DS)- Meglio considerare le qualità e la quantità del lavoro svolto da consiglieri e assessori”.

Molto tiepido il centrodestra (commenta l’ articolo), “E’ solo demagogia - taglia corto Raffaele Zanon (AN) - cominciamo con un’iniziativa legislativa a livello nazionale e scendiamo giù a cascata. E poi bisogna quantificare il lavoro svolto da un consigliere e istituire premi di produttività”.

“Mi pare demagogia – obietta Nereo Laroni del Nuovo Psi - perché bisogna distinguere tra assessori e consiglieri”.

“La politica ha i suoi costi - taglia corto il capogruppo dell’Udc, Onorio De Boni – e bisogna mettere uno in condizioni di svolgere il proprio lavoro”.

Insomma (chiude l’articolo), la via per tagliare le indennità sembra tutta in salita.

“La Lega rilancia: meglio tardi che mai”.
Sul mattino di sabato 2 luglio, i solerti consiglieri leghisti, dopo aver intascato per anni senza batter ciglio i sontuosi stipendi regionali, si accorgono d’improvviso che si poteva fare ciò che è stato proposto da PNE.

Avrebbero sicuramente avuto la nostra stima e ammirazione (che non hanno), se l’iniziativa fosse stata farina del loro sacco e, in subordine, se avessero avuto almeno la decenza di starsene zitti.
Ci consola saper che, chi arriva secondo, non viene mai menzionato e non passa sicuramente alla storia!
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