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-----Messaggio originale-----
l’Ulivo si lamenta del debito pubblico a Roma, ma lo produce in Emilia Romagna (in quantità industriali)
Abbiamo denunciato pubblicamente sulla stampa locale il fatto che l’azienda sanitaria di Cesena (appena 188.000 abitanti) ha prodotto un deficit colossale di oltre 52 miliardi di vecchie lire con il suo bilancio 2004. Per avere però un’idea sulla reale portata di questo deficit abbiamo fatto una piccola ricerca, cercando di paragonare la situazione dell’azienda sanitaria cesenate con quella di altre realtà ed abbiamo trovato qualche interessante sorpresa. In Lombardia, per esempio, leggiamo su internet che l’Ulivo locale grida allo scandalo perché l’Asl di Milano 1, con un bacino di quasi un milione di residenti, ha avuto nel 2003 un disavanzo di bilancio di 32 milioni di Euro. Facendo un po’ di conti vediamo che il debito della sanità dei milanesi pro capite è quindi di circa 33 Euro a testa. Bisognerebbe far sapere ai militanti dell’Ulivo della Lombardia cosa riescono a fare le amministrazioni di sinistra in Emilia Romagna, infatti l’Ausl di Cesena, con 188.000 residenti, è riuscita a fare un deficit di 26,7 milioni di Euro, il che significa che i cesenati hanno un debito per la sanità (per il solo 2004) di oltre 141 Euro a testa, neonati e novantenni compresi, più di quattro volte quello dei milanesi. Tornando alla nostra regione vediamo poi che i bolognesi nello stesso anno hanno 120 Euro di debito a testa, i parmensi 71 Euro a testa e gli imolesi 38 Euro a testa. Forse se i Lombardi sapessero queste cose il Presidente Formigoni avrebbe certamente meno problemi con le opposizioni, ma quello che più ci preoccupa è che comunque la si voglia rigirare la situazione economica della nostra azienda cesenate è la peggiore di tutte. Infatti se a qualcuno venisse in mente che al Sud le cose stiano peggio ecco il bilancio consuntivo del 2004 dell’Asl di Potenza, una azienda delle stesse dimensioni di quella di Cesena, con un deficit di 8,7 milioni di Euro, ovvero un terzo del deficit cesenate. Sappiamo poi che in altre regioni, come in Veneto per esempio, le aziende che producono deficit troppo alti vengono commissariate, in Emilia Romagna no, i direttori generali hanno licenza di sfondamento dei conti, purchè siano fedeli al partito, e questo anche in presenza di ispezioni del Ministero del Tesoro che denunciano gravi irregolarità gestionali e contabili, come è accaduto a Cesena.
Stefano Angeli, consigliere comunale di F.I. di Cesena
Se vi interessano ulteriori informazioni sulla situazione della Sanità Emiliano – Romagnola: tel. 339 6533171 – email: stangeliATlibero.it |