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-----Messaggio originale----- Vi allego una lettera-documento scritta dal "nuovo" consigliere regionale della Lega Nord, il Sig. Stefano Allasia, pubblicata sui giornali locali, "La Valsusa" di giovedì 16 e "Luna Nuova" di venerdì 17. Seguirà nella prossima mail la mia risposta, uscita ieri sulla Luna Nuova e spero domani su La Valsusa. Piemont Lìber Dario d'Almèis -----Messaggio originale-----
Allego la mia risposta Dario d'Almèis
-----Messaggio originale----- Vi incollo per conoscenza questa mail inviatami da un amico No TAV di Condove, certo che se tutto fosse vero significa che in Valle ci attendono periodi veramente difficili. Se avete agganci provate a verificare questa notizia. Saluti Dario Catti - Almese
Credo che questa notizia debba essere verificata con tutti i mezzi a nostra disposizione: Interpellanze al Governo, alla giunta regionale, alla giunta provinciale, alla CIG, alla stessa LTF da parte delle massime autorità.
Al presidio di Venaus di giovedì 16 giugno ci hanno informato che LTF sta contattando personaggi strani, della valle e non, perché intende assumere 200 - 300 vigilantes armati con il compito ANTI PRESìDI (probabilmente il prefetto François Lépine presidente di LTF intende instaurare i suoi metodi già usati all'inizio degli anni '90 quando era prefetto nella Drome nel 1992 vedere "N° 32 - Préfet François Lépine - De la corruption au Crime d'Etat" http://eliane.nicoud.free.fr/prefets/prefet92/lepine.html a meno che non si tratti di un clamoroso caso di omonimia di due prefetti con lo stesso nome e cognome). Due persone contattate hanno rifiutato l'impiego ed ci hanno avvisato.
-----Messaggio originale-----
Vi allego l'esposto presentato dagli amici di Valle di Pro Natura in seguito all'incendio sotto il Frejus Dario d'Almèis
Oggi giovedì 9 giugno 2005 alle ore 11.50, Mario Cavargna, Presidente di Pro Natura Valsusa e Emilio Delmastro, Presidente di Pro Natura Torino, hanno consegnato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino un esposto per sollecitare un'inchiesta in merito a presunte responsabilità di tipo doloso nell'incendio che ha bloccato la galleria autostradale del Frejus e che ha provocato anche due morti. Si allega il testo integrale dell'esposto. Grazie per la segnalazione e cordiali saluti
La segreteria Pro Natura Torino Via Pastrengo 13, 10128 Torino Tel. 011.50.96.618 Fax 011.50.31.55 e-mail prontoATarpnet.it www.arpnet.it/pronto ° ° ° ° ° ° ° ° ° 9 Giugno 2005 Alla procura della Repubblica Presso il Tribunale di Torino Corso Vittorio Emanuele 130 10100 TORINO Il sottoscritto Mario Cavagna Bontosi, nato a Torino il 28.11.1946, residente in Bussoleno (valle di Susa), via Massimo D’Azeglio 1, - in possesso della qualifica di Master di valutazione di Impatto Ambientale, conseguita al Politecnico di Torino ed alla Ecole Politecnique di Losanna nel 1991; - rappresentante a livello regionale della Federazione nazionale Pro Natura, riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, avendo svolto in tale qualità, o come consulente della Comunità Montana Bassa val di Susa, il ruolo di controrelatore tecnico per tutti i grandi progetti che hanno interessato la valle di Susa negli ultimi 20 anni, partecipando a più di sessanta confronti con i massimi responsabili delle varie progettazioni (circa 10 incontri con la SITAF per la autostrada della Bassa val di Susa nel 1987-90); circa 10 incontri con l’ENEL, e la commissione regionale e nazionale di V.I.A. per l’elettrodotto ad altissima tensione Moncenisio Piossasco, nel 1993 e 1995, in veste di consulente della Comunità Montana Bassa Val Susa; circa due incontri con l’AEM per il progetto di sbarramento della Dora Riparia e della nuova centrale idroelettrica nel 1991-95; circa 10 incontri con il Comitato Promotore per le Olimpiadi invernali di Torino 2006 per le opere relative (anni 1998 e 1999), per disposizioni del CIO, ed infine circa 30 incontri tra il 2000 ed il 2005 con tecnici e dirigenti delle ferrovie Italiane (ora RFI) e della società incaricata della realizzazione del traforo di base del Moncenisio (Alpetunnel poi LTF), e tecnici e consulenti della Regione e del Ministero, in qualità di consulente della Comunità Montana Bassa Val Susa, in quanto persona informata sui progetti e sulle vicende che stanno interessando la Valle di Susa e unitamente a Emilio Delmastro, nato a Torino 01.03.1939, presidente di Pro Natura Torino ONLUS espone le seguenti ipotesi di reato in relazione all’incidente avvenuto nel tunnel autostrade del Frejus il 4 giugno 2005. Premesso - che il progetto di una nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità od Alta Capacità Torino Lione comporta un volume di spesa stimato in 20 miliardi di Euro di cui circa la metà a carico della parte italiana; - che questo progetto, presentato nel 1993 ha trovato in questi 12 anni una ferma e democratica opposizione da parte delle amministrazioni comunali e degli abitanti della Valle di Susa e della cintura ovest di Torino che, sottolineandone le incongruenze ed il fortissimo impatto alla vivibilità del territorio di 35 comuni, ne hanno sino ad ora impedito qualsiasi inizio preliminare; - che, dopo 7 anni di rinvii, è annunciata per questo mese di giugno l’installazione di un cantiere per realizzare la galleria di prospezione di Venaus in vista della definitiva messa a punto del progetto esecutivo; - che l’inizio di questo cantiere è fortemente contrastato dalle amministrazioni e dalla popolazione della valle e della cintura metropolitana di Nord Ovest, che avevano indetto per il giorno 4 giugno una grande manifestazione che ha visto sfilare pacificamente 30.000 persone; - che, come largamente annunciato dal Comitato Promotore per la realizzazione della Lione Torino, il mancato avvio di questo cantiere da parte italiana avrebbe indotto la Commissione Europea a togliere tale progetto dall’elenco dei progetti prioritari ai fini di un finanziamento europeo che è visto come determinante ai fini di una realizzazione; - che in questo momento il progetto stesso si trova in una fase critica; - che il precedente dell’incidente del marzo 1999 che bloccò il traffico autostradale del Monte Bianco ha dimostrato come un evento di questo genere possa essere trasformato in un fortissimo fattore promozionale della linea AV/AC Torino Lione che, proprio a seguito di quell’incidente, passò da una fase di crisi al protocollo di intesa del vertice intergovernativo di Nimes del settembre 2000, di cui è diretta conseguenza l’accordo di massima per la sua realizzazione firmato dai due governi a Torino nel gennaio 2001; - che ai livelli più bassi degli appalti che si muovono intorno ad una grande opera vi possono essere imprese e persone suscettibili di commettere reati pur di beneficiare delle ricadute che vengono dai grandi investimenti che sono legati alla realizzazione di un progetto che è il più importante e costoso tra tutti quelli previsti dalla Legge Obbiettivo, avendo rilevato le anomalie tecniche di questo incidente, a detta dei quotidiani nazionali, ed in particolare l’incendio del gasolio a seguito alla rottura del motore del camion in galleria; il fatto che questo incendio abbia potuto approfittare dalla mancata operatività dalla parte francese del portale per la segnalazione dei principi di incendio di cui era in corso la installazione, a quattro anni di distanza dalla sua installazione sul lato italiano; la incredibile coincidenza di questo incendio con la manifestazione popolare contro la linea Torino Lione del 4 giugno; il fatto che, come era nello scenario più prevedibile, la lobby di promozione della Torino Lione si sia immediatamente attivata per sfruttare questo incidente per ottenere la approvazione della nuova linea. segnala alla autorità giudiziaria la necessità di indagare 1) sulla possibilità che qualche persona od associazione delittuosa abbia manomesso il camion su cui è scoppiato l’incendio al fine di ottenere deliberatamente un incendio in galleria; 2) che abbia fatto questo all’oscuro dell’autista stesso e di tutte le persone che si occupano della promozione, ai fini di creare una situazione favorevole all’inizio di un progetto da cui si attendeva di potere trarre qualche beneficio diretto od indiretto. Tenendo conto - della forte motivazione che può essere data da un volume di spesa di 20 miliardi di euro; - del conseguente grande numero di persone che potrebbero pensare di trarne dei benefici.
-----Messaggio
originale-----
Vi giro per conoscenza due file: uno, scritto da una delle memorie storiche della lotta al TAV, Alberto Perino e l'altro, il comunicato dell'associazione "Montagna nostra" di Bardonecchia relativa all'incidente nel tunnel del Frejus. Buona lettura Dario d'Almèis ° ° ° ° ° ° ° ° ° IL GIOCO DELLE TRE CARTE
Li incontravo sovente, da giovane quando facevo il pendolare, nel sottopassaggio di porta nuova (quando c'era ancora). Mi affascinava la destrezza con cui riuscivano ad abbindolare i gonzi. Il banchetto in legno con il panno bianco per far scorrere facilmente le carte (o i campanelli, i complici attorno al banco per le finte puntate e quelli ai due angoli del sottopassaggio per avvertire dell'arrivo della "madama"... Tutti in giacca e cravatta, preferibilmente chiare, con la parlantina sciolta ed il gesto ammiccante, ma con il fare duro e prepotente con chi, malcapitato credeva di fare facilmente quattrini e invece perdeva tutto il suo avere.
Oggi li rivedo in Consiglio regionale, li leggo intervistati sui giornali ed in televisione, indaffaratissimi a magnificare l'utilità della TAV/ TAC Torino Lyon o il ponte sullo stretto di Messina o alte puttanate del genere.
Come i loro maestri del sottopassaggio sono in doppiopetto, affettano sorrisi e sicurezze, salvo poi quando hanno vinto diventare arroganti, prepotenti e intenzionati a depredarti di tutto, anche del diritto alla vita.
Anche loro giocano con tre carte e ripetono sempre la stessa tiritera: progresso.... stare in Europa... Opera strategica indispensabile per il futuro del Piemonte... togliere i TIR dalle strade e spostare il traffico merci sul ferro... concertazione con le amministrazioni locali... minor impatto ambientale ...
Se fai una domanda non ti rispondono ma ripropongono la loro litania; ad esempio alla domanda: quanto costa? Chi paga? Rispondono: progresso.... stare in Europa... Opera strategica indispensabile per il futuro del Piemonte... togliere i TIR dalle strade e spostare il traffico merci sul ferro... concertazione con le amministrazioni locali... minor impatto ambientale ...
Se gli si fa notare che nei loro progetti sta scritto che nella migliore delle ipotesi, al massimo, si potrà sottrarre l'uno per cento del traffico merci alla gomma per trasferirlo sulla rotaia1, se sono ingenui rispondono: Ah, si? Ma non credo, dove è scritto?2 Se invece sono scafati rispondono: progresso.... stare in Europa... Opera strategica indispensabile per il futuro del Piemonte... togliere i TIR dalle strade e spostare il traffico merci sul ferro... concertazione con le amministrazioni locali... minor impatto ambientale ...
Giocano con tre carte perché tre sono i cardini della truffa:
1. Strappare alle comunità locali l'assenso politico ad un progetto invisibile, tutto in galleria (la più lunga del mondo), dove gli gnomi ed i troll mangiano tutto lo smarino scavato e trasformano l'amianto in funghi porcini da vendere con ricchi guadagni ai turisti, tutti i materiali ciberteletrasportati in modo da non avere neanche un dumper in giro per le strade, chiese e campanili rimessi a nuovo, impianti sportivi, piscine, campi da tennis in ogni paese, e soldi soldi, tanti soldi per tutti: preti, sindaci polispostive, proloco, pescatori, cacciatori, rocciatori e filatelici... PURCHE' SI RIESCA A STRAPPARE UN SI SENZA SCATENARE LA RIVOLUZIONE ISTITUZIONALE E POPOLARE.
2.
Ottenere l'OK del CIPE e trovare i finanziamenti (RIGOROSAMENTE
PUBBLICI PERCHE' NESSUN PRIVATO CI METTERA' UN EURO, SALVO TRUFFA BANCARIA TIPO
PARMALAT, CIRIO O EUROTUNNEL) ed affidare l'opera ad un contraente generale (General
Contractor) ai sensi della legge obiettivo. 3. Applicare la legge obiettivo (legge 21/12/2001 n. 443) e, soprattutto, il decreto attuativo (d.l. 20/8/2002 n. 190) che prevede, ad esempio, in caso di "sorpresa geologica" la possibilità per il General Contractor di modificare il progetto definitivo come ritiene pù opportuno al fine di completare l'opera nei tempi e ai costi previsti, senza bisogno di Valutazioni di Impatto Ambientale, senza autorizzazioni, senza vincoli. Quindi, trovato l'amianto sotto il Musiné, poiché l'amianto non si può scavare per legge, si cambia il progetto, si passa in mezzo alla valle e chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto e buona notte suonatori. Anzi, se qualcuno crea problemi gli chiedono pure miliardate di danni.
Capitto mi hai? Quelli del sottopassaggio erano dei signori in confronto.
E adesso che sappiamo, non facciamoci fregare. Non esiste il "come TAV" è proprio la legge obiettivo che toglie e svuota di fatto il "come" perché il come è solo come vogliono lor signori e non come hanno pattuito, perché la legge gli da il diritto di modificare gli accordi come vogliono, con una scusa qualunque. Esiste solo il NO TAV. perché solo l'opzione zero (non fare l'opera) ci salva dai disastri finanziari e ambientali, dalla distruzione delle nostre case e della nostra valle.
Volete un esempio: per il cunicolo (tunnel) di Venaus la Regione aveva prescritto che tutto lo smarino dovesse finire nel deposito di Chiomonte (?) trasportato con una teleferica, in modo che nessun camion venisse utilizzato per il movimento terra; avevamo detto che era una bufala, oggi si parla addirittura di fare un raccordo ex novo in entrata e in uscita che utilizzi l'autostrada per arrivare a Chiomonte con i camion. Svegliarsi, informarsi, leggere i documenti e i progetti, resistere, non credere e non cedere alle lusinghe dei partiti bugiardi, dei politici corrotti, dei giornalisti venduti e ricomprati, dei servi e dei leccapiedi. Nessuno può pensare, se viene fatta l'opera, di non essere toccato dai disastri, per credere fate un giro fino a Novara e immaginatevi quello sfacelo in Valle di Susa, o se potere andate nel Mugello a vedere i torrenti asciutti e bianchi come scheletri, le sorgenti inaridite, le cave di materiale inquinato ovunque (la legge obiettivo ormai lo permette), leggetevi il rinvio a giudizio per "disastro ambientale" di quelle stesse aziende che adesso dovrebbero venire a "lavorare bene e con attenzione" in Val Cenischia e in Val di Susa. Convinciamoci: Ora e sempre NO TAV Alberto 1Studio SETEC ECONOMIE commissionato da Alpetunnel GEIE. Consultazione disponibile a richiesta 2 Campia, assessore provinciale, durante un dibattito televisivo. Registrazione televisiva disponibile
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Bardonecchia, 5 giugno 2005 COMUNICATO INERENTE IL GRAVE INCIDENTE NEL TUNNEL DEL FREJUS In relazione al grave incidente di sabato 4 giugno, incidente che ha provocato la morte di due camionisti e l’intossicazione di alcuni soccorritori, e che avrebbe potuto avere sicuramente ancora più gravi conseguenze, in termini di vittime, ove si fosse verificato in un giorno infrasettimanale, quando è notoriamente più intensa la percorrenza del tunnel da parte di mezzi pesanti (dai 4.000 ai 5.000 TIR al giorno, dal lunedì al venerdì), Montagna Nostra ribadisce le preoccupazioni della gente che vive in Alta Valle, soprattutto alla luce delle affermazioni della società di gestione e dell’ANAS, comparse sulla stampa e riportate dai media.
SICUREZZA DEL TUNNEL Le affermazioni della società di gestione e dell’ANAS sintetizzabili nella frase: “L’incidente dimostra la necessità del raddoppio”, non può essere condivisa in quanto la tipologia dell’incidente e le difficoltà di intervento da parte delle squadre di soccorso non sarebbero probabilmente migliorate in presenza di una seconda canna (le altissime temperature ed i fumi che non hanno permesso l’avvicinamento dei soccorritori non sarebbero state diverse). La realizzazione di una seconda canna avrebbe invece come conseguenze da un lato un gravissimo danno ambientale sul territorio esterno (impatto inerti e lavori) e dall’altro comporterebbe un ulteriore incremento del traffico con conseguente aumento dei rischi all’interno del tunnel e nel tratto autostradale Torino Bardonecchia (maggior numero di incidenti e possibili sversamenti di sostanze tossiche, ed inquinamento atmosferico ed idrico). La sicurezza va perseguita tramite altri interventi ed azioni: in primo luogo attraverso la diminuzione del numero dei mezzi che percorre il tunnel da ottenersi con il dirottamento su rotaia (ferrovia esistente) del traffico pesante, attraverso la selezione delle merci e dei mezzi (escludendo tutte quelle merci che in caso di incendio possono produrre elevate temperature e gas tossici) e attraverso il potenziamento e l’effettivo funzionamento dei mezzi tecnici di prevenzione e controllo (fire detectors, adozione di sistemi di compartimentazioni stagne etc.).
SICUREZZA DELLA GENTE E DEL TERRITORIO L’incidente ha riportato in primo piano la problematica dei camini e del sistema di protezione civile legato alla sicurezza del tunnel (informazione alla popolazione, analisi delle emissioni, allertamento ed eventuale evacuazione). Nella serata di sabato intense e persistenti colonne di fumo nero che fuoriuscivano dall’imbocco italiano del tunnel e dai camini di areazione (il località Merdovine e piazzale traforo) hanno reso a tratti l’aria irrespirabile. I controlli sull’eventuale pericolosità delle emissioni sono stati attivati solo dopo alcune ore dall’incidente, alimentando le preoccupazioni circa la possibile presenza di gas tossici. Questo conferma le preoccupazioni già espresse da Montagna Nostra (si veda il messaggio “Mettete dei filtri nei vostri camini”) in merito alla necessità di dotare i camini di areazione e gli imbocchi delle gallerie autostradali (Frejus, Cels, San Colombano etc.) di idonei sistemi di filtraggio e controllo di emissioni inquinanti. La sicurezza della gente e del territorio è strettamente connessa al numero dei transiti, già eccessivo rispetto ai livelli di altri trafori alpini (4.500 contro i 1.500 del Monte Bianco) ed alle conseguenti emissioni in grado di compromettere la qualità delle componenti ambientali. Se si considera poi che la qualità delle componenti ambientali è elemento fondamentale per l’economia turistica dell’alta valle è logico concludere che il raddoppio del tunnel ed il numero eccessivo di transiti sono incompatibili con la vocazione turistica della valle a causa dell’entità delle nocività generate dal traffico di mezzi pesanti. ************************* No alla strumentalizzazione del grave incidente per il perseguimento di obiettivi economici a discapito della sicurezza della gente e dell’ambiente
No a nuove canne di sicurezza e/o servizio al Frejus
Si al miglioramento della sicurezza dei lavoratori e degli utenti del tunnel, della popolazione che vive sul territorio, attraverso altri sistemi che non rispondano solo alla logica dell’interesse economico legato ai grandi lavori e all’incremento del traffico
Si alla diminuzione, controllo e contingentamento del traffico pesante e alle garanzie di mantenimento e rilancio dell’economia turistica della valle, anche in relazione alle attese connesse all’evento olimpico Torino 2006. ________________________________________________________________________ Montagna NostraMovimento per la tutela e la valorizzazione della qualità del patrimonio naturale ed ambientale della Valle di Susa Casella postale n.5 10052 BARDONECCHIA – e-mail: montagnanostraATvirgilio.it
-----Messaggio originale----- Domenica 5 giugno 2005, sul quotidiano "La STAMPA" di Torino sono costretti ad ammettere la presenza di 30 mila persone al corteo da Susa a Venaus contro il TAV. Telegrafica riflessione senza finale: nemmeno dodici ore dopo, un autocarro si incendia sotto il tunnel del Frejus, l'autista sloveno scende dal TIR in fiamme, chiede un passaggio e si salva, subito dietro, due camionisti sfigati muoiono. Ieri pomeriggio, in una calda domenica ad un passo dall'estate, arrivano i politici per chiedere ed accelerare subito due Grandi Opere, un secondo tunnel automobilistico sotto il Frejus e la TAV; sempre ieri, con estrema rapidità e senza ombra di dubbio, ravanando tra i rottami carbonizzati, hanno concluso le indagini sulle cause dell'incidente. Hanno subito capito come si era generato l'incendio sul camion, che bravi!!?? Voi che vedete più lontano del sottoscritto, voi che come me sicuramente ricordate il caso Mattei, Piazza Fontana, l'Italicus, Brescia, l'aereo Itavia, ecc .......... ecc?? A voi, cosa viene in mente? Vi va di ipotizzare il finale di questa riflessione? Dario Catti - Almèis
Valle di Susa - Sabato 4 giugno 2005 – Ore 9.00 Piazza della Stazione
Manifestazione da Susa a Venaus contro la realizzazione delle linea ferroviaria ad Alta Velocità/Capacità denominata: Torino – Lyon
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