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La Stampa, 21 Gennaio 2006


PIANEZZA E IN QUELLA ZONA VERRANNO INTERRATI I CAVI DELL’ALTA TENSIONE


La Tav spazza via laboratori e campi dell’istituto agrario

 

Per ora è solo una riga rossa su una cartina. Ma per gli studenti dell'Istituto tecnico agrario Dalmasso di Pianezza significa la distruzione del loro «laboratorio». La Tav, oltre a cascine e case, nel suo tracciato, infatti, spazzerà via anche i campi dove i futuri agrari fanno esercitazione sul campo: nel vero senso della parola. «Questa bella notizia l'abbiamo avuta un anno fa - ammette il preside Raffaele Tavano -. La trincea della Tav passa proprio nel mezzo del nostro terreno, dove abbiamo: laboratori, stalle, serre e campi da semina». Una piccola azienda agricola.
«E non c'è solo l'Alta velocità - aggiunge -, su quei terreni devono essere interrati persino i cavi dell'alta tensione». E' tutto «alto» in quel campo che scorre al confine tra Pianezza e San Gillio. Anche il nervoso. «E' sconvolgente - sbotta Tavano -. A noi, dopo, non resterà nulla». Per questo, prima che quei terreni si trasformino in una linea Maginot del progresso, si sta muovendo alla ricerca di una soluzione. «Abbiamo contatti per un'area nel Campo Volo di Collegno - confessa -. Sarebbe ottima, vicina all'Istituto e quindi comoda per i ragazzi e per ora senza nessuna Tav o Tac».
Una preoccupazione, la sua, condivisa anche dalla Provincia. «Si era pensato di trasferire agli Artigianelli di Rivoli tutto il complesso scolastico - dichiara l'assessore all'Istruzione Umberto D'Ottavio -. Però, le dimensioni dell'edificio sono piccole e i costi per riattarlo e ampliarlo sono proibitivi. Anche se il luogo e i terreni erano splendidi». Ma non si perdono d'animo. «Mai - afferma il preside -. Si era presentata un'altra occasione, e questa volta era a Condove. Però io come faccio a portare fin lì i miei studenti? Bisognerebbe fare dei soggiorni non delle lezioni».
E le ipotesi si accavallano. Una di queste l'ha suggerita ancora l'assessore D'Ottavio. «La soluzione ottimale sarebbe spostare il Dalmasso a Grugliasco - confida -. Certo, nel campus universitario dove ha già sede la Facoltà di Agraria, che è poi la destinazione finale di molti dei ragazzi che frequentano l'Istituto». Su questa ha iniziato a lavorare. «Ho preso contatti con Chiabrando e abbiamo cominciato a discuterne - dice -. Ma per adesso resta solo una proposta tutta da verificare». Invece, che il Dalmasso si trovi a breve senza terreni su cui fare esercitazioni è una realtà.
«Una sede vicino ad Agraria? Beh, sarebbe una grossa opportunità - sostiene il preside -. Ma noi dobbiamo ragionare in tempi brevi per proseguire la nostra attività quotidiana con i 750 allievi iscritti». Insomma, aspettare troppo non possono. «Anche perché - aggiunge Tavano -, dall'anno prossimo apriremo le porte ai corsi serali, per i ragazzi che hanno abbandonato gli studi e oggi cercano di recuperare e prendere un diploma». E mentre la scuola pensa al domani degli studenti, il loro futuro è segnato da una linea rossa, che spazzerà via, ad alta velocità, progetti e lavoro di anni.