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La Stampa, 04 Dicembre 2005


IL DANNO E LA BEFFA ANCHE DI FRONTE AL FOTOGRAMMA CHE DOCUMENTA L’ERRORE, IL COMANDO DI CORSO XI FEBBRAIO NON SENTE RAGIONI: FACCIA RICORSO


Scherzi a parte? No, telecamere Ztl


L’auto ripresa e multata mentre «transita» da via XX Settembre trascinata dal carro attrezzi

 

Emanuela Minucci
Per qualche giorno è stata indecisa fra il Gabibbo e il giudice di pace. Ma a ben pensarci, quella scenetta immortalata il 19 settembre scorso dall’inflessibile occhio della telecamera di via XX Settembre, sembra girata da quelli di «Scherzi a parte». Nel senso che fa ridere, ma alla fine è troppo esagerata per sembrare vera. E invece, purtroppo, è vera.
I fatti. La signora Ilaria Puterio, 44 anni, informatrice scientifica, alle 9 e 11 del 19 settembre scorso ha preso una multa perchè la sua auto, una Bmw station wagon, è entrata in via XX Settembre (via riservata al mezzo pubblico) senza avere il permesso di transito. E l’occhio elettronico della telecamera l’ha fotografata. Qual è il punto? Che la sua auto è entrata in via XX Settembre priva di guidatore. Come ha fatto? Ci è entrata trascinata dal carro attrezzi dei vigili urbani, che l’avevano appena rimossa (togliendola da un intralcio ritenuto grave), pochi minuti prima, in via Vassalli Eandi, zona tutt’altro che centrale. Ma la telecamera, a quanto pare, non ha avuto pietà. Ha fotografato la targa della Bmw anche se questa se ne stava appesa come una scultura postmoderna al gancio del carro attrezzi.
«Meno male che ho l’abitudine di segnarmi tutto su un’agenda - racconta, tanto stupefatta qaunto arrabbiata, la signora - perchè altrimenti non avrei mai potuto scoprire che quella multa seguiva di pochi minuti un primo verbale preso in tutt’altra zona. Ma soprattutto non avrei mai potuto scoprire che la seconda multa è stata scoccata quando io non avevo ancora ritirato la vettura dal deposito di via Fontanesi».
Un errore, macroscopico e assurdo (di cui negli uffici di «5T» da cui partono tutte le multe delle telecamere ancora non si capacitano), ma pur sempre un errore. Di solito, in casi tanto lampanti basta un ricorso. Di solito. Perchè la sfortuna, chiamiamola così, della signora Putero, non è finita la mattina del 19 settembre. E’ continuata quando lei si è presentata allo sportello reclami dei vigili urbani per presentare quel ricorso contro una multa che sembrava uno scherzo. Racconta, ancora: «Ho chiesto di vedere stampata la mia foto e anche il vigile lo ha ammesso: ma come si fa a multare un’auto impennata sulle ruote posteriori? E’ evidente che era trascinata dal carro attrezzi...». Fin qui tutto bene, la signora Putero pensa che a quel punto, la questione del ricorso fili liscia come l’olio. E invece quando arriva allo sportello verbali è stata trattata malissimo: «Dopo aver scrutato la foto e non aver fatto alcun commento - spiega ancora la signora - ha commentato: “Lei dovrà produrre tutta la documentazione. Non so se le sarà tanto facile vincere questo ricorso”». Prende fiato: «Ma vi rendete conto? Dopo averla fatta così grossa chiedono ancora al cittadino che sia lui a produrre tutte le prove per scagionarlo da un’infrazione commessa da un mezzo dei vigili urbani. Mi sono sentita la protagonista di un romanzo di Kafka». A quel punto, presa dallo sconforto, la signora si è ribellata: «Se continuate così vi mando in ufficio quelli di “Striscia la notizia”! - ho detto - E sapete qual è stata la loro risposta? Ce li mandi pure, non sa quante cose abbiamo da raccontare loro, qui ne capitano di tutti i colori».
L’informatrice scientifica ha preferito «La Stampa» a Canale 5 e il risultato è che, nel giro di pochi minuti, dall’entrata in scena dei cronisti, le sono arrivate le scuse ufficiali del Comando. Ma è giusta la trafila?