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da "Torino Cronaca", 10/08/2005 Parla Mohamed Aden Sheikh, chirurgo somalo, ex consigliere comunale nelle liste Ds nella seconda giunta Castellani Il terrorismo? Un'aberrazione politica "Sono d'accordo con Chiamparino: giusto concedere il diritto di voto nelle circoscrizioni"
Esiste un Islam moderato? "Non ha senso parlare di Islam moderato. Il concetto di moderato non fa parte della cultura islamica. O uno è musulmano o non lo è". Le parole sono di Mohamed Aden Sheikh, chiururgo somalo, laureato in Italia, un passato da influente uomo politico nella Somalia degli anni Settanta, ministro della sanità prima e dell'istruzione pubblica poi all'epoca del socialismo scientifico di Siad Barre. Caduto in disgrazia, viene imprigionato per motivi politici e tenuto sei anni in isolamento totale. Dall'89, anno in cui è liberato, Aden vive in Italia, a Torino, dove è stato eletto consigliere comunale nelle liste Ds nella seconda giunta Castellani. Con lui cerchiamo di comprendere qualche cosa in più sull'Islam. Islamico è sinonimo di integralista? "Integralismo, fondamentalismo sono termini che si usano spesso senza sapere bene che cosa in realtà significhino. Integralismo vuol dire semplicemente seguire integralmente i dettami dell'Islam, che però variano a seconda delle interpretazioni. Le interpretazioni si basano su tre elementi: il Corano, cioè la parola rivelata di Dio, gli Hadith, ciò che il profeta ha detto al di fuori della parola rivelata, e le Sire, norme di comportamento. Alla luce di questi tre elementi si formano diverse visioni sul modo di intendere la famiglia, la politica, la vita. I più grandi interpreti dell'Islam sono stati quattro imam, tutti sunniti. Il 70% dei musulmani è sunnita, poi ci soni gli sciiti, una sorta di secessionisti, mentre gli wahabiti, i cosiddetti fondamentalisti dell'Arabia Saudita, sono una setta minoritaria". Come nasce allora il terrorismo? "Il terrorismo è un'aberrazione politica. Come lo sono state le Brigate Rosse in Italia. E' facile convincere i giovani alla jihad, alla guerra santa islamica". Qual è il clima che si respira tra i musulmani che vivono in Italia alla luce di quanto sta accadendo? "I musulmani vogliono avere la loro dignità preservata, non vogliono essere insultati. In Italia c'è una provocazione continua, i membri del governo usano un linguaggio scurrile e provocatorio. I primi terroristi sono Borghezio e Calderoli. E poi c'è troppo allarme per il terrorismo, è un continuo amplificare, gridare al lupo al lupo, ma qui in fondo non è successo niente. Non bisogna considerare tutti i musulmani dei delinquenti, bisogna invece dare loro la possibilità di partecipare alla vita politica, come ha fatto Chiamparino concedendo il diritto di voto nelle circoscrizioni". Il terrorismo è condannato unanimemente da tutti i musulmani? "Alcuni lo condannano, altri non lo approvano ma con dei distinguo. Ad esempio dicono che si parla sempre delle vittime degli attentati e si dimenticano altre vittime come i civili che muoiono in Iraq". Ma c'è da parte della comunità musulmana la volontà di integrarsi con la nostra popolazione? "No, non direi, non c'è volontà di integrazione. I musulmani vogliono vivere e lavorare in Italia, ma rimanere comunque una comunità a sé stante con i propri usi, costumi, consuetudini, un po' come fanno gli ebrei"
Luigina Moretti
Se pensiamo che questo ex-consigliere comunale Ds è stato un influente uomo politico in Somalia, iniziamo a capire perché il terzo mondo è nelle condizioni in cui è (e i Ds non si sono persi l'occasione di arruolarlo prontamente...). Significativo il fatto che questo "signore" si sia permesso di dare del terrorista a Borghezio e Calderoli, ma non si sia sentito in dovere di dire una parola sugli imam che seminano odio e le conseguenti bombe in occidente e tra gli stessi musulmani (non ci risulta che i padani facciano saltare per aria migliaia di innocenti per motivi religiosi o politici lanciando aerei sui grattacieli, mettendo bombe nelle metropolitane, sugli autobus o dentro gli alberghi... e gli italiani, in ogni caso, hanno a suo tempo unanimemente condannato il terrorismo delle BR e compagni): da qui si capisce come mai in certi paesi, dove hanno governato intelligenze simili a quelle di questo "signore", il metodo normalmente usato per dirimere i conflitti sia quello di accopparsi a vicenda. Formidabile poi l'idea secondo la quale bisogna dare ai musulmani la possibilità di partecipare alla vita politica, anche se non hanno nessuna volontà di integrazione e vogliono continuare a rimanere "una comunità a se stante con i propri usi, costumi e consuetudini" (ovviamente senza concedere a noi, infedeli nonché fessi occidentali, il diritto di reciprocità a casa nostra, visto che con il voto i musulmani potranno interferire nella nostra vita quotidiana, mentre la loro comunità "a sé stante" continuerà ad essere per noi off-limits e al di sopra delle leggi non in linea con "i loro usi, costumi e consuetudini"). Ma stiamo pure tranquilli: qui in fondo non è successo niente. Esattamente come negli USA prima dell'11 settembre e in Inghilterra prima del 7 luglio. Di una cosa possiamo essere certi: se le intelligenze che governano qui da noi continueranno ad essere simili a quelle di Chiamparino & soci, il terzo mondo del medioevo prossimo venturo è dietro l'angolo. Webmaster |