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Elezioni regionali 3-4 aprile 05

 NON SI VOTI CHI NON LASCIA VOTARE

Alle prossime  urne amministrative regionali mancano 21 giorni. Sono  state pubblicate le liste dei candidati, già tutti in piena campagna elettorale. Con il commissariamento di Torino, la chiusura delle Sezioni e delle Sedi, il declassamento e  l’ostracismo contro i militanti più fedeli ai principi fondanti originali della Lega, privati delle tessere e del conseguente diritto alle elezioni attive e passive, istituzionali ed interne, la Segreteria  piemontese e la Segreteria Provinciale di Torino hanno avuto mano libera per presentare, dalla blindata stanza dei bottoni, la lista dei loro candidati alle regionali.

Non sono state concesse  selezioni democratiche primarie.

Due eventi elettorali, comunale e politico, seguiranno fra un anno, anch’essi incapsulati se non avverranno dei cambiamenti.

Quello che i segretari blindati non possono evitare è la libera espressione del voto politico, anche da parte dei reietti.

E’ un momento di dignità, quindi, che NON SI VOTI CHI NON LASCIA VOTARE.

Per cinque anni, chi occuperà un seggio regionale non renderà conto dei metodi elettorali seguiti per assicurarselo.

Ne tenga conto l’elettorato militante ostracizzato quando entrerà, se riterrà ancora di entrare, nella cabina elettorale.

Centinaia di famiglie non voteranno più, umiliate da sistemi che la Lega delle origini si impegnava a cancellare dalla democrazia padana.

Se a qualcuno viene in mente un nome, lo proponga all’attenzione degli  elettori, ma non per quello che il raro candidato promette di fare, se eletto, ma per il suo comportamento precedente, non di appiattimento morale, di smaccato opportunismo o, peggio, di comportamento stalinisticamente Kapò.

E’ indispensabile liberare le  energie di chi si muove ancora con la dovuta onestà e dignità giurate al momento della fondazione del nostro movimento.

La Lega dovrà correre sempre più sola, man mano che ci si avvicina alla conclusione delle programmate  riforme, tante volte rinviate dai nostri “alleati”: per tener fede al nostro programma occorre una  assoluta garanzia morale.

In due settimane cruciali si può e si deve trovare l’energia necessaria al recupero elettorale morale interno, per questa e per le prossime scelte 2006, se ancora possibile individuare qualche ignorato superstite fra i raccomandati arrampicatori nella lista degli autocandidati. Qualcuno che la manovrata  stampa, non più padana, inutilmente rinnovata, si è totalmente dimenticata di indicare fra altri nomi in grassetto.

E’ un doveroso tentativo di recupero morale della Lega della fondazione.

G.Airola

Torino,12 marzo 05

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14 marzo 2005

Considerazioni elettorali

La lista dei 25 candidati della circoscrizione di Torino  alle prossime elezioni regionali, presuppone, ovviamente, la possibilità di una libera scelta nell’intero elenco dei nomi stampati in ordine alfabetico, ma soprattutto  una scelta indipendente  dal posizionamento di alcuni nomi di candidati , raccomandati  all’occhio frettoloso dell’elettore in una graduatoria prealfabetica, quale garanzia  di qualità, con un palese messaggio preferenziale.

Il veder comparire in lista soprattutto i nomi di chi, facendo parte della catena linfatica delle segreterie piemontesi, contro ogni tradizione democratica della Lega, non ha permesso che si organizzassero a tempo debito  libere selezioni primarie, anima delle decisioni elettorali del proletariato padano, anzi, ha preventivamente tolto la tessera di militanza agli “straccioni”(termine coniato da un Commissario) perché non esprimessero onestissime scelte più certificate, richiede un atto di dignità. O non votare ciò che non è più conforme e connaturato al simbolo, come hanno deciso irrevocabilmente di fare ,il 3 e 4 aprile prossimi ,centinaia di famiglie di militanti ostracizzati, o cercare   un nome  sommerso nella banalità alfabetica,  sfuggito all’epurazione staliniana e ancora possibile garante di un filo di onesta  speranza verso un’epoca migliore.

Intendendo per migliore un’epoca in cui sia realizzabile una autentica Assemblea  padana, restauratrice dei principi fondanti del 1990, da indirsi prima delle elezioni comunali e politiche del 2006 e senz’altro  prima della elezione del nuovo (forse) Segretario Nazionale Piemontese, possibilmente non  sgocciolante di Tevere.

I leghisti che andranno a votare conoscono abbastanza la storia recente della Lega Piemontese, e provinciale torinese in particolare, per poter decidere in tutta coscienza: se soffocare per 5 anni, e forse per sempre,  gli aneliti di riscatto del nostro Movimento, o  tentare fin da ora un guizzo verso la  salvezza e il recupero della Lega  delle origini, facendo convergere le preferenze su  un nome pochissimo, anzi per nulla evidenziato all’elettorato, perché sottostimato dalle segreterie, nella lista confezionata in uffici blindati  ad ogni democrazia secondo la tradizione dei peggiori e tanto vituperati partiti italioti.

G.Airola