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LA STAMPA, 20 Luglio 2005

 

Marina Cassi
Ogni cittadino piemontese paga 3.193 euro di tasse all’anno in più di quanto riceve dallo stato in servizi, pensioni escluse. Nella graduatoria - che è contenuta nel Rapporto sulla regionalizzazione della spesa statale elaborato dal sottosegretario al Welfare Alberto Brambilla presentato ieri a Roma - il Piemonte si piazza al quarto posto.
Più «svantaggiati» solo i lombardi che sono in testa con quasi 5 mila euro, gli emiliani con 3.868, i veneti con 3.519. Seguono i toscani con 2.163 euro, i friulani con 1.939, i marchigiani con 1.685, i liguri con 1.654. Si tratta di regioni ricche e che hanno un Pil procapite sopra la media nazionale e europea.
Nel Nord complessivamente i cittadini pagano 3.623 euro in più di quanto ricevuto, nel Centro 1.115 euro mentre nel Sud si esborsano 907 euro in meno di quanto ricevuto. Ma anche al Nord ci sono regioni che fanno eccezione al comportamento virtuoso e sono quelle a statuto speciale: in Valle d’Aosta infatti ogni cittadino riceve in servizi e prestazioni 2.473 euro in più di quanto ha pagato in tasse, in Trentino 1.394.
La spesa procapite media in Italia al lordo degli interessi è di 6.064 euro, al netto degli interessi 4.920. Sia analizzando il dato lordo sia quello netto la regione che spende di più è la valle d’Aosta con 9.168 euro procapite al lordo e 8.815 al netto. Il Piemonte è in ogni caso negli ultimi posti: terz’ultimo con 2.593 al netto, penultimo con 3.445 al lordo.
Sotto le media nazionale ci sono praticamente tutte le regioni italiane - anche se con valori di spesa differenti che vanno dai 2 mila euro netti della Lombardia ai 4.900 del Lazio - tranne Trentino e Valle d’Aosta che spendono rispettivamente al netto 7.266 e 8.815 e al lordo 8.286 e 9.168. Una spesa che il rapporto Brambilla giudica «anacronistica per un Paese stabilmente inserito nell’Unione europea».
In Piemonte si pagano complessivamente oltre 11 miliardi di euro di Irpef. Prima vengono Lombardia con 27,7 miliardi, Lazio con 12,7 miliardi, Emilia con 11,71, Veneto con 11,4.
Questa regione industriale paga di Irpeg 2.858 milioni di euro, quinta in classifica. Infine per l’Iva escono dal Piemonte 6.792 milioni di euro. In questo caso la regione è al quarto posto dopo Lombardia, Veneto, Emilia. Il Lazio arriva dopo il Piemonte con 6.730 milioni.
La crisi dell’industria piemontese, che si prolunga da anni, ha lasciato il segno anche sull’equilibrio del sistema previdenziale della regione: il tasso di copertura (il rapporto cioè tra contributi versati e prestazioni) è passato dall’87% del 1988 al 72,6 del triennio 2001-2003. I tassi di copertura sono comunque scesi : in Italia nell’80-’82 si incassavano 83,2 euro per ogni 100 spesi in previdenza, nel 2001-2003 ne sono entrati 72,8.