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Concorso di fine legislatura per i "portaborse" alla Regione Piemonte: anche la
Lega Nord Piemont si allinea al consociativismo modello "Roma Ladrona"
(07.02.2005)
RASSEGNA
STAMPA
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LA STAMPA - 02
Febbraio 2005
DENUNCIA DI PRC: DA ASSUMERE UN ESERCITO DI
RACCOMANDATI
La carica bipartisan
dei portaborse
al concorso regionale
In un’interpellanza i nomi dei «figli della
politica» da sistemare
Coinvolti parenti di sottosegretari, assessori e semplici consiglieri
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Maurizio Tropeano
«Un atto di nepotismo»,come accusa il consigliere regionale di Rifondazione
Comunista, Mario Contu. «L’applicazione di una legge regionale condivisa in
modo bipartisan da tutti gli schieramenti politici», come afferma
l’assessore al Personale, Gilberto Pichetto. Due letture diverse di un unico
avvenimento: il concorso per l’assunzione di 100 nuovi dipendenti bandito
dalla Regione Piemonte e riservato esclusivamente ai lavoratori dei gruppi
politici dell’Assemblea regionale e degli uffici di comunicazione di Giunta
e Consiglio regionale.
Un concorso che si farà fra pochi giorni nonostante la richiesta di
sospensione avanzata da Contu «se non altro per ragioni di pubblico
interesse» perché il via libero concesso a questi 100 «privilegiati, figli
della politica» lede «in modo inequivocabile gli interessi di altri
lavoratori ed in particolare dei 188 vincitori di concorso in attesa di
essere assunti con graduatoria ancora valida; di 122 lavoratori a tempo
determinato; di più di 200 assunti con contratti Cococo e 30 lavoratori
socialmente utili; quindici dei quali non si sono visti rinnovare il
contratto alla fine di dicembre ed erano quelli che si occupavano
dell'amianto nelle scuole».
Ma non c’è solo questo. «All’interno di quell’elenco - precisa Contu ci sono
Giovanna Armosino, sorella del sottosegretario all’Economia Maria Teresa;
Barbara D’Ambrosio, consigliera comunale di An a Chivasso e figlia dell’ex
assessore alla sanità, Antonio D’Ambrosio; Valeria Giordano, consigliera
provinciale e comunale a Rivoli e figlia del consigliere regionale della
Margherita, Costantino Giordano». E ancora: «Barbara Giuva consigliere
comunale di An a Colleretto; consigliere della VII Circoscrizione per il
Pdci Riccardo Tecchiati; il vicesindaco di Condove Cristina Galatà (Ds), il
consigliere comunale di Chieri Angelo Gilardi (Riformatori), il consigliere
comunale di Collegno Gaetano Turone (Forza Italia), la consigliere comunale
di Beinasco Simona Bosco (An) e l’assessore all’Ambiente di Piossasco Maria
Cristina Abrami (Verdi)». E infine: Carlo Chiama responsabile organizzativo
regionale dei Ds e Franco Turigliatto, responsabile nazionale delle
politiche del lavoro di Rifondazione; l’ex segretario provinciale del Pdci,
Stefano Barbieri.
Ancora Contu: «Il concorso privilegiato è frutto di un accordo bipartisan
che prevede che su 100 posti disponibili il 67% vadano alla maggioranza ed
il 33% all’opposizione. Tutti posti distribuiti con il manuale Cencelli: 18
a Forza Italia; 7 ad Alleanza Nazionale, cinque ciascuno a Udc e Lega Nord,
3 ai Federalisti. Ben ventiquattro arrivano dagli uffici di comunicazione
della Giunta e 6 dall'ufficio di presidenza del Consiglio». Stesso discorso
per il centrosinistra e per i radicali: «Dieci posti per i Ds, 8 alla
Margherita, tre ciascuno a Pdci, Sdi e radicali, due per Verdi e
Rifondazione e 1 ciascuno a Riformatori e Udeur».
Contu annuncia l’intenzione di presentare un «esposto alla Procura della
Repubblica affinché verifichi l’esistenza di un eventuale reato di
finanziamento illecito ai partiti. Nel frattempo spero che il presidente
Ghigo sospenda il concorso ma esporrò il caso anche alla candidata del
centrosinistra, Mercedes Bresso «per sapere che cosa ne pensa chi,
soprattutto a sinistra, dice di battersi contro il lavoro precario».
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LA STAMPA - 02
Febbraio 2005
«Quella legge è stata votata dal Consiglio
e ha trovato l’appoggio di tutti i gruppi»
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«Il concorso si
farà perché la Giunta sta applicando una legge votata dal Consiglio e che
non è stata impugnata dal Governo. Un provvedimento legittimo che è stato
condiviso da tutti i gruppi. L'unico consigliere che si era opposto è stato
proprio Contu». Gilberto Pichetto, assessore al Personale, spiega perché il
concorso riservato per i 100 dipendenti dei gruppi politici regionali e gli
uffici di comunicazione della Giunta e del Consiglio non sarà sospeso.
Assessore, il consigliere Contu parla di persone che passano davanti a
vincitori di concorso, cococo, lavoratori socialmente utili, persone che
aspettano da anni di essere assunte. Che cosa risponde?
«Ci sono persone che a livelli diversi hanno maturato dei diritti, è
indubbio. E' stata l'Assemblea regionale, nella sua autonomia, a stabilire
una corsia riservata per i dipendenti dei gruppi politici, degli uffici di
comunicazione della Giunta e dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio. Quel
provvedimento è diventato legge e la Giunta deve applicarlo».
Contu parla di incostituzionalità del provvedimento. E' così?
«Il governo nazionale ha dato il via libera al provvedimento. La Giunta ha
così dovuto trovare la copertura finanziaria e iscriverla a bilancio.
Abbiamo applicato una legge che, lo ripeto, tutti i gruppi politici hanno
assecondato. Anche le opposizioni non hanno fatto le barricate».
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LA STAMPA - 03
Febbraio 2005
«Quel posto è un diritto
non siamo raccomandati»
I cento candidati al concorso regionale indetto apposta per loro
respingono l’accusa di nepotismo lanciata dal consigliere di Prc
«E’ la prassi di ogni fine legislatura, tutti hanno sempre fatto così»
E’ un’occasione
e come tale
la voglio sfruttare
Non mi sento
una figlia di papà
anche perché lui aveva
votato contro
quel provvedimento
Lavoro al suo fianco
fin dai tempi
del liceo
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Grazia Longo
Non si sentono né raccomandati, né privilegiati. Semmai parecchio
infastiditi dal «polverone sollevato da Mario Contu». Il giorno dopo le
accuse di «nepotismo» avanzate dal consigliere di Rifondazione comunista, i
100 portaborse in gara per l’agognato posto fisso difendono la loro
posizione. Imbarazzati per il concorso regionale «blindato» (100 candidati
per 100 posti), studiato apposta per loro? «Neanche per sogno. Lavoriamo da
una vita in Regione e un riconoscimento definitivo ci sembra più che
giusto».
Hanno un’età prevalentemente compresa tra i 20 e i 30 anni - ma c’è anche
qualche cinquantenne - sono diplomati o laureati, da parecchio tempo sono
occupati presso segreterie di partito, assessorati, pubbliche relazioni, in
alcune circostanze sono imparentati con politici di carriera. E soprattutto
possono difendersi dietro lo scudo del politically correct: appartengono a
tutti i partiti, compreso quello di Contu, che ha denunciato il caso. Oggi
guadagnano tra i 700 e 1100 euro al mese (anche se qualcuno ne percepisce
quasi 2000), dopo il concorso avranno diritto a uno stipendio che oscilla
tra i 1200 e i 1400 euro.
Molti di loro non vogliono parlare, «per carità non abbiamo nulla da
nascondere, meglio tuttavia non cavalcare la polemica», ma qualcuno non ha
paura di esporsi. Come Valeria Giordano - 22 anni appena compiuti, figlia
del consigliere regionale della Margherita Costantino Giordano -, che si
divide tra l’impegno di consigliere al Comune di Rivoli e alla Provincia, e
l’attività al gruppo regionale della Margherita nel settore politiche
giovanili.
«Io una figlia di papà? Non esageriamo. Non è mica la prima volta che si
organizza un concorso del genere. Ogni fine legislatura si offre la
possibilità di essere assunti a tempo indeterminato a tutti coloro che hanno
dedicato tempo ed energie a un partito, a un assessore. Io dovevo ancora
finire il liceo e già aiutavo mio padre. Lui peraltro, la legge sul concorso
l’aveva pure bocciata in consiglio. Ma una volta che è stata approvata
perché avrei dovuto rinunciare proprio io?». Mentre voi ci accingete a
sostenere l’esame ci sono 188 vincitori di concorso che ancora aspettano di
essere assunti. Le sembra giusto? «Sono due fenomeni distinti, il nostro è
un concorso ad hoc che non interferisce sugli altri. Inoltre non è detto che
una volta superati il test scritto e il colloquio verremo assunti. Per ora
l’importante è studiare e incassare un buon risultato, poi si vedrà».
In pace con la propria coscienza e in attesa «di poter finalmente ottenere
un’occupazione a tempo indeterminato» è anche Cristina Galatà, 29 anni,
vicesindaco a Condove e impegnata ogni giorno nella segreteria regionale Ds.
«Deve essere chiaro a chiunque che non siamo di fronte a un caso di
favoritismo - dichiara -. È un’operazione pulita, trasparente, alla luce del
sole. Non vedo perché si devono creare delle penalizzazioni al contrario: è
una colpa se io e altri colleghi abbiamo già lavorato a Palazzo Lascaris?
Inutile aggiungere altro per evitare strumentalizzazioni».
In difesa della figlia Barbara, scende in campo direttamente suo padre: l’ex
assessore regionale alla Sanità, Antonio D’Ambrosio: «Non c’è niente di
male, capirei se avessi assunto mia figlia quando ero assessore, avrei
potuto darle uno stipendio da favola, e invece adesso guadagnerà il minimo
previsto per i contratti amministrativi. Mia figlia ha sempre lavorato con
impegno e serietà, semplicemente non aveva un contratto a tempo
indeterminato. Glielo consentirà il concorso, come peraltro avviene ogni
fine legislatura».
Impossibile da raggiungere, invece, un’altra parente doc, Giovanna Armosino,
sorella del sottosegretario all’economia, Maria Teresa Armosino (Forza
Italia). Gli altri sono nomi meno noti. Tutti però con un unico obiettivo:
superare brillantemente gli esami del 21 e 28 febbraio prossimi.
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LA STAMPA - 03
Febbraio 2005
DS E AN SCELGONO DI NON COMMENTARE. I RADICALI: TROPPI NOMI FAMOSI
Il Palazzo tra silenzi e imbarazzi
«Ma anche Rifondazione beneficia della legge»
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«Sarebbe interessante valutare quanti degli attuali dipendenti e funzionari
della Regione sono stati assunti attraverso un concorso riservato nel corso
degli anni. L’assunzione in sanatoria è una prassi consolidata. Noi abbiamo
votato no. Abbiamo cercato di modificare quella legge ma certo non possiamo
dire ai nostri collaboratori di non partecipare a quel concorso». E’
l’analisi di Bruno Mellano, capogruppo dei radicali a Palazzo Lascaris, il
giorno dopo lo scoppio delle polemiche nate intorno al concorso riservato
per l’assunzione di 100 dipendenti dei gruppi consiliari e degli uffici di
comunicazione di assessori e ufficio di presidenza del Consiglio. Aggiunge:
«Su una cosa Mario Contu ha ragione: non è bellisima la presenza in
quell’elenco di persone con cognomi famosi»
Quel concorso, comunque, si farà come ha ribadito ieri mattina il presidente
Enzo Ghigo: «Stiamo applicando una legge approvata dal Consiglio regionale
che ha ottenuto il via libera del Governo». Del resto come ha ricordato
l’assessore al Bilancio, Gilberto Pichetto, quella «legge è stata approvata
con un consenso bipartisan». Così Valerio Cattaneo, capogruppo di Forza
Italia, difende una legge «votata praticamente da tutti. Quel concorso è
regolare. Anche Rifondazione Comunista beneficia del provvedimento e spiace
che per una polemica interna a quel partito, cioè per il fatto che Mario
Contu non sarà ricandidato, persone che hanno seriamente lavorato si
ritrovino sbattute in prima pagina solo perché hanno rapporti di parentela
con qualche politico».
Giuliana Manica, capogrupo dei Ds, non commenta. Anche Marco Botta,
capogruppo di An, sceglie la strada del silenzio. Difende il provvedimento
Claudio Dutto, capogruppo della Lega Nord, anche se precisa: «Per quanto ci
riguarda parteciperanno al concorso solo ragazze che da anni lavorano per la
Lega e che non hanno parenti famosi e non ricoprono incarichi di partito».
Aggiunge: «Ciascuna di loro lavorato con noi da almeno cinque anni. Tutte
hanno un contratto a tempo determinato e si tratta solo di formalizzare dei
rapporti esistenti». Insomma «non vedo che cosa ci sia di così scandaloso».
Antonello Angeleri, capogruppo dell’Udc, spiega: «Ditemi in quale
legislatura non è stata fatta una sanatoria. Scagli la prima pietra chi non
è senza peccato». Mino Taricco, capogruppo della Margherita, non entra nel
merito della questione perché «sono entrato in Consiglio dopo l’approvazione
di quella legge. Credo si tratti di una prassi consolidata».
Enrico Moriconi, capogruppo dei Verdi, spiega: «Ho votato contro e credo che
per il futuro si potrebbe anche adottare la soluzione della Camera dei
deputati che ha assunto per concorso pubblico personale che ha poi destinato
ai vari gruppi». Aggiunge: «Per che che ci riguarda, comunque, faranno il
concorso persone che erano fuori dal mercato del lavoro. Validi
collaboratori e non certo dei portaborse».
Mario Contu il consigliere di Rifondazione che ha sollevato il caso con
un’interpellanza, non è stupito di queste reazioni e precisa: «Nessuno mette
in discussione i diritti acquisiti dai dipendenti dei gruppi: il problema è
che il Consiglio regionale ha deciso di riservare loro una corsia
privilegiata che assegna a questi figli della politica diritti maggiori di
persone che hanno vinto un concorso, precari, lavoratori socialmente utili e
lavoratori a chiamata». \
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LA STAMPA - 03
Febbraio 2005
LETTERA AGLI ASSESSORI
I sindacati: rigore a senso unico
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Cgil-Cisl-Uil scrivono agli assessori Galante e Pichetto e al presidente
Ghigo per ricordare che «a fine dicembre sono stati invocati i rigori della
Finanziaria per rifiutare l’assunzione di 14 lavoratori socialmente utili
nella sanità e per i quali esistono numerosi e precisi impegni ufficiali
circa la loro stabilizzazione». Proseguono: «Non comprendiamo come si possa
contemporaneamente licenziare 14 persone ex Lsu e avviare assunzioni per un
numero ben più elevato di persone utilizzando a “corrente alternata” i
rigori della Finanziaria». Sconcerto per le decisioni della Regione anche da
parte dei segretari regionali del sindacato confederale Scudiere, Rossetto e
Scotti che sottolineano come il concorso per i collaboratori di assessori e
consiglieri - peraltro già fatto alla fine della scorsa legislatura -
sancisca l’esistenza di lavoratori di serie A e di serie B.
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LA STAMPA -
03 Febbraio 2005
PAROLE E FATTI
Competitività formato famiglia
di Elsa Fornero *
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LA STAMPA ha
fatto molto bene a dare risalto alla notizia del prossimo concorso per
l'assunzione di 100 nuovi dipendenti regionali, riservato esclusivamente
ai lavoratori dei gruppi politici dell'Assemblea e degli uffici di
comunicazione di Giunta e Consiglio. E' un provvedimento che merita,
infatti, di essere segnalato e condannato per diversi motivi. Al di là
dell'evidente nepotismo (nelle liste dei privilegiati che possono
partecipare al concorso figurerebbero molti parenti di uomini politici
nazionali e locali), esso rappresenta un'offesa nei confronti di tutti
quei giovani che, aspirando a un'occupazione, affrontano, senza
favoritismi né privilegi, la dura competizione del mercato del lavoro.
Provvedimenti di questo genere sono, inoltre, in netto contrasto con le
reiterate dichiarazioni in favore dell'efficienza degli uffici pubblici,
che soltanto una sana concorrenza e la scelta dei migliori possono
aumentare.
Se la notizia è aberrante in sé, le dichiarazioni dell'assessore
Pichetto nell'intervista a La Stampa sono, a loro volta, davvero
sconsolanti, e mostrano quanto sia grande il divario tra politici e
cittadini. L'assessore infatti non si preoccupa di trovare neppure una
parvenza di difesa sostanziale del provvedimento (per esempio, la
necessità degli uffici di procedere ad assunzioni in tempi brevi), ma si
limita a legittimarlo in modo formale, ricordando come esso sia passato
in modo bipartisan e come non sia stato impugnato dal governo. A parte
il fatto che all'approvazione unanime è mancato, lodevolmente, il voto
di Rifondazione Comunista, a nessuno sfuggirà come tante volte, in
passato, i politici abbiano coperto malefatte adducendo una sorta di
generale consenso su di esse.
Episodi di cattiva amministrazione come questi non incoraggiano di certo
la partecipazione dei cittadini al voto, ma fanno piuttosto sorgere il
desiderio di una presa di distanza. Rassegnarvisi, però, sarebbe
sbagliato.
Si discute molto, in questi giorni, del declino del Paese e del decreto
sulla competitività, quasi che esso potesse, in modo taumaturgico,
rimediare ai tanti mali che affliggono la nostra società. La
competitività di un sistema, però, non cala dall'alto, ma risulta da
tanti comportamenti, anche piccoli che, a ogni livello, promuovono la
competenza, la preparazione, la trasparenza, la professionalità. Nulla
di più lontano da tutto ciò nel provvedimento della Regione. Viene
spontaneo allora un suggerimento per il ministro Siniscalco: nel decreto
sulla competitività inserisca un bel divieto ai concorsi riservati!
* docente universitario
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TORINO
CRONACA - 4 FEBBRAIO 2005
BUONANOTTE - di Manlio Collino
GUANCE COME
NATICHE
Il
concorso "blindato"(100 concorrenti per 100 posti), per i portaborse della
Regione non è illegale. Ci mancherebbe. E' anche trasversale, cioè riguarda
tutti i partiti, compresa Rifondazione Comunista, anche se Mario Contu (il
consigliere che ha sollevato il caso) è di quella scuderia. Ma la bianca veste
dei moralisti va stretta anche a Prc: basti ricordare il suo silenzio sui
pasticci del Toroc, compensato dall'assunzione di molti autonomi dei centri
sociali nell'organizzazione olimpica. In Regione allargano le braccia:
"L'assunzione in sanatoria è prassi consolidata". Peggio ancora. Non mi consola
venire a sapere che ad ogni fine legislatura 100 furbetti e figli di papà
ottengono il posto fisso (e pubblico, cioè eterno e senza contropartita in
prestazioni) da 1400 euro al mese. Un bel privilegio, sia in una Torino che
conta i cassintegrati a decine di migliaia, sia in un'Italia dove anche i
praticanti giornalisti hanno il contratto a termine e una paga da 700 euro al
mese. Discorsi qualunquisti? Pazienza. E' ora di finirla. E' ora che i cittadini
"fuori dal giro partitico" si accorgano dell'enorme distacco che si è creato tra
le loro legittime aspettative di soluzione dei problemi reali (compito che hanno
delegato ai politici) ed il modo di comportarsi di costoro. I politici di
professione sono ormai una vera e propria casta, ingorda, ambiziosa e
trasversale. Anche cinica e spudorata: non si vergognano manco di ingozzarsi
alle nostre spalle dopo averci blanditi brevemente sotto elezioni. Perché siamo
noi che li votiamo, ricordiamocelo. Sempre noi. Astenersi non serve ma votare
Pannella sì: è lui che aveva promosso il referendum contro il finanziamento dei
partiti. L'aveva anche vinto. Ma i politici hanno barato, cambiando le carte in
tavola. L'hanno ripristinato sotto altra veste (rimborso elettorale!), senza
vergogna, votando di notte come i ladri. Al governo c'era D'Alema, ma lui o un
altro fa lo stesso, tanto erano tutti d'accordo. Ricordiamocelo, in cabina.
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