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La Stampa, 08 Gennaio 2006
 
IL CASO: L’ASSESSORE AI GIOCHI IN GIRO PER LA CITTÀ ACCOMPAGNATA DALLA CRONISTA PER INDIVIDUARE I PICCOLI E GRANDI PROBLEMI DA RISOLVERE PRIMA DEL 10 FEBBRAIO

Sulla strada delle Olimpiadi ci sono 52 orrori

Cantieri aperti, segnaletica abbandonata, portici sporchi e solo un mese per provvedere

Emanuela Minucci
Quasi un mese alle Olimpiadi. E la città che è ancora orfana del «Look of the games» (7 milioni di euro per addobbare a festa strade, ponti, piazze e marciapiedi) veste un abito olimpico appena imbastito, con imbarazzanti cuciture a vista. Piccoli e grandi cantieri aperti. Segni di ordinaria trascuratezza, ad ogni angolo, anche in centro: vecchie transenne impolverate ad incorniciare scavi ormai finiti, segnali stradali abbandonati, strisce pedonali ingrigite, semafori sbrecciati e tempestati di adesivi, paletti divelti, le solite scritte sui muri a volte appena imbiancati.
Sono le piccole, ma insopportabili note stonate di una città che fra circa 720 ore sarà sotto i riflettori del mondo intero. Denunciate da «La Stampa» qualche giorno fa, ieri il Comune è passato all’azione. Ma non con una generica delibera che potenziasse la spesa dell’Amiat o della manutenzione straordinaria. Stavolta si è trasformato in cronista (armato di taccuino e macchina fotografica digitale) lo stesso assessore alle Olimpiadi Elda Tessore. Ieri mattina alle 11 la sua Alfa 166, è partita da Palazzo civico per passare al setaccio le strade del centro. Per immortalare il marciapiede rotto, come le bandiere del Toroc che sventolano sul ponte («lasceremo i ponti liberi e illuminati), i lampioni di via Roma o corso Vittorio non ancora lavati. «E’ come quando si ricevono gli ospiti e si passa la lucidatrice: poi non puoi dimenticarti le pantofole che spuntano dal divano», annotava Tessore facendo bloccare ogni 100-200 metri la sua auto di servizio per documentare che «l’Aem non aveva chiuso bene un piccolo cantiere, che i piloncini di via Francesco d’Assisi erano tutti storti, che le cabine Telecom di fronte a Palazzo Nuovo fanno schifo». Ad ogni fermata, un appunto.
Per il prossimo mandato sarà meglio che Chiamparino si doti di un assessore all’Arredo urbano che si comporti come se le Olimpiadi fossero sempre alle porte.
E poi un appello agli amministratori di condominio: «Diamo una bella pulita ai portoni e ai marciapiedi che competono ai privati!». Ma non è tutto: nuovi stendardi per via Maria Vittoria, e una teoria di bandiere di tutte le nazionalità nel quartiere delle banche («via XX Settembre, via Arcivescovado e giù di lì») una bella telefonata al proprietario dello «Chalet» del Valentino lasciato in condizioni di totale abbandono, e al proprietario delle biciclette che si danno in affitto «e che adesso, così ricoperti da teloni impolverati, fanno davvero pena».
Non è ancora tutto: «Chiederemo a Gtt di ripulire le pensiline del tram e al titolare della gru che svetta su piazza Carignano di personalizzarla con la scritta Torino 2006». «Il Look of The Games partirà solo fra qualche giorno, e l’effetto sarà da mozzafiato - ha spiegato Tessore -, ma deve essere la ciliegina che va ad addobbare una città pulita e decorosa. Ora ci muoveremo sull’emergenza, grazie anche ai poteri speciali del sindaco: non deve più andare avanti così». D’accordo.

 

08 Gennaio 2006

Emanuela Minucci
Quasi un mese alle Olimpiadi. E la città che è ancora orfana del «Look of the games» (7 milioni di euro per addobbare a festa strade, ponti, piazze e marciapiedi) veste un abito olimpico appena imbastito, con imbarazzanti cuciture a vista. Piccoli e grandi cantieri aperti. Segni di ordinaria trascuratezza, ad ogni angolo, anche in centro: vecchie transenne impolverate ad incorniciare scavi ormai finiti, segnali stradali abbandonati, strisce pedonali ingrigite, semafori sbrecciati e tempestati di adesivi, paletti divelti, le solite scritte sui muri a volte appena imbiancati.
Sono le piccole, ma insopportabili note stonate di una città che fra circa 720 ore sarà sotto i riflettori del mondo intero. Denunciate da «La Stampa» qualche giorno fa, ieri il Comune è passato all’azione. Ma non con una generica delibera che potenziasse la spesa dell’Amiat o della manutenzione straordinaria. Stavolta si è trasformato in cronista (armato di taccuino e macchina fotografica digitale) lo stesso assessore alle Olimpiadi Elda Tessore. Ieri mattina alle 11 la sua Alfa 166, è partita da Palazzo civico per passare al setaccio le strade del centro. Per immortalare il marciapiede rotto, come le bandiere del Toroc che sventolano sul ponte («lasceremo i ponti liberi e illuminati), i lampioni di via Roma o corso Vittorio non ancora lavati. «E’ come quando si ricevono gli ospiti e si passa la lucidatrice: poi non puoi dimenticarti le pantofole che spuntano dal divano», annotava Tessore facendo bloccare ogni 100-200 metri la sua auto di servizio per documentare che «l’Aem non aveva chiuso bene un piccolo cantiere, che i piloncini di via Francesco d’Assisi erano tutti storti, che le cabine Telecom di fronte a Palazzo Nuovo fanno schifo». Ad ogni fermata, un appunto.
Per il prossimo mandato sarà meglio che Chiamparino si doti di un assessore all’Arredo urbano che si comporti come se le Olimpiadi fossero sempre alle porte.
E poi un appello agli amministratori di condominio: «Diamo una bella pulita ai portoni e ai marciapiedi che competono ai privati!». Ma non è tutto: nuovi stendardi per via Maria Vittoria, e una teoria di bandiere di tutte le nazionalità nel quartiere delle banche («via XX Settembre, via Arcivescovado e giù di lì») una bella telefonata al proprietario dello «Chalet» del Valentino lasciato in condizioni di totale abbandono, e al proprietario delle biciclette che si danno in affitto «e che adesso, così ricoperti da teloni impolverati, fanno davvero pena».
Non è ancora tutto: «Chiederemo a Gtt di ripulire le pensiline del tram e al titolare della gru che svetta su piazza Carignano di personalizzarla con la scritta Torino 2006». «Il Look of The Games partirà solo fra qualche giorno, e l’effetto sarà da mozzafiato - ha spiegato Tessore -, ma deve essere la ciliegina che va ad addobbare una città pulita e decorosa. Ora ci muoveremo sull’emergenza, grazie anche ai poteri speciali del sindaco: non deve più andare avanti così». D’accordo.

A questo punto sorgono spontanee alcune osservazioni:

  1. dove erano l'assessore, il sindaco e tutta l'allegra combriccola che amministra (?) questa città fino a ieri mattina?;

  2. ci  fa molto piacere sapere che l'assessore può sfrecciare sulla sua auto blu per le vie del centro riservate ai vip e normalmente vietate ai comuni mortali: se avesse preso il tram, di orrori ne avrebbe scoperti molti di più, dalla sporcizia che i normali cittadini devono subire sui mezzi pubblici tutti i giorni da anni, alla sistematica evasione del pagamento del prezzo del biglietto;

  3. il resto della città che non fa parte della zona vip centrale conta meno di una lippa? Per non fare troppa fatica e non andare troppo verso le periferie, provi l'assessore anche solo a farsi un giro (a piedi, non sull'Alfa 166) nelle vie intorno al Cottolengo o in corso Principe Eugenio, e scoprirà che i marciapiedi sono delle fogne a cielo aperto che puzzano in maniera insopportabile;

  4. i piloncini e i "pipitoni" di cemento di cui sono stati disseminate le piazze e le vie del centro (insieme agli illeggibili cartelli della ztl ambientale), fanno schifo per definizione, indipendentemente dal fatto che siano storti o meno. Un "arredo urbano" che testimonia la finezza culturale e di gusto che questa amministrazione lascerà in eredità alla "loro" malcapitata città.

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